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GRANDI MOSTRE
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Da
Caravaggio a Vanvitelli
Celebrazioni barocche a Napoli
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La grande stagione, dal 1606 al
1750, in sei monumentali mostre per
altrettante sedi: 500 opere tra
dipinti, sculture, arti applicate,
tesori mai visti e restaurati per
l'occasione. E l'invito a gustarsi
ben 51 itinerari a tema
di LAURA
LARCAN
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NAPOLI - Un'impresa
titanica più che una semplice
mostra, quella di raccontare la
grande stagione del Barocco a
Napoli, che in termini
cronologici significa
ripercorrere più o meno
centocinquantatre anni di arte
dall'alba dei Seicento alla
maturità del Settecento, in ogni
possibile velleità e guizzo,
dalla pittura alla scultura,
dalle arti applicate, ai
tessuti, ai gioielli. Ma è
questo il senso coraggioso e
ambizioso di "Ritorno al
Barocco. Da Caravaggio a
Vanvitelli" progetto culturale
firmato da Nicola Spinosa
soprintendente uscente al polo
museale napoletano (che ha
lasciato da poco il testimone a
Lorenza Mochi Onori i) che fino
all'11 aprile sfoggia sei
monumentali esposizioni
tematiche in altrettante sedi
prestigiose della città tutta da
riscoprire, mettendo in campo
tra collezioni pubbliche (con
prestiti illustri) e private
cinquecento opere, molte delle
quali restaurate per
l'occasione, e sollecitando per
il pubblico più curioso e stoico
una rosa di cinquantuno
itinerari tra centro e
hinterland napoletano alla
scoperta delle tracce barocche
tra chiese, certose, collegiate,
palazzi e musei regionali.
Le immagini
Un'operazione che punta a
ripercorrere con scrupolo
certosino i personaggi, i
concetti, le idee e i fermenti
artistici che hanno
cristallizzato l'epopea barocca
secondo due termini temporali
precisi. Dall'autunno del 1606,
che corrisponde al momento
esatto dell'arrivo di Caravaggio
a Napoli dopo la fuga da Roma
per l'uccisione del caporione
Ranuccio Tomassoni da Terni la
sera del 28 maggio di quell'anno
per una lite degenerata per un
"giudizio dato sopra un fallo,
mentre si giocava alla
racchetta" in Campo Marzio. Alla
partenza per la Spagna nel 1759
di Carlo di Borbone, raffinato
figlio di Filippo V e di
Elisabetta Farnese educato a
Madrid, che aveva coinvolto
nella Napoli dichiarata capitale
del suo regno geni del calibro
degli architetti Luigi
Vanvitelli e Ferdinando Fuga con
cui attiverà cantieri di
dimensioni impressionanti
proporzionati alla sua
concezione di prestigio reale.
Il progetto, come ci tiene a
sottolineare Spinosa, vuole
essere un omaggio ideale a
Raffaello Causa soprintendente
ai beni artistici di Napoli a
venticinque anni dalla
scomparsa, che tre famosi e
emblematici eventi espositivi
dedicò alla Napoli barocca (dal
'79 all'84), cui oggi si
"ritorna" alla luce di una serie
di progressi conoscitivi
conquistati nel corso degli
ultimi trent'anni.
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La mostra, infatti, come scrive
nel catalogo Spinosa, non vuole
documentare "la fitta
successione di tendenze,
situazioni e personalità diverse
che per un secolo e mezzo
segnarono la storia delle arti a
Napoli, quanto, attraverso la
presentazione di opere per lo
più di recente acquisizione
conoscitiva o mai esposte nella
nostra città, generosamente
concesse in prestito da raccolte
private e da musei italiani e
stranieri, concorrere a
tracciare un affascinante
percorso di storia e d'arte dal
Caravaggio a Francesco Solimena
e ai tardi esponenti dell'ultima
stagione del barocco
napoletano". Promossa dagli
Amici di Capodimonte, la mostra
è stato organizzata d'intesa con
il Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, in stretta
collaborazione con la Regione
Campania e dei suoi Assessorati
al Turismo e ai Beni Culturali.
Museo di Capodimonte. Due i
percorsi allestiti, "Storie
sacre e profane da Caravaggio a
Francesco Solimena 1606-1747" e
"Disegni da raccolte pubbliche e
private". E' una passeggiata
mozzafiato, per palati fini
soprattutto. La parata di
pitture danno il senso
dell'atmosfera febbrile,
opulenta e sperimentale che si
respira a Napoli. Tra i due
soggiorni di Caravaggio (1606 e
1609) la scena partenopea saluta
la vecchia generazione di gusto
tardomanierista per aprirsi alle
novità portate dal Merisi. A
partire dal grande Battistello
Caracciolo che si lascia sedurre
dal rigore naturalistico del
Caravaggio per misurarsi con
un'intensificazione drammatica
delle scene attraverso i
contrasti luministici. Scelte
ardue e virtuosistiche che si
ritrovano personalizzate in
Filippo Vitale, nel portentoso
Jusepe de Ribera, nel Maestro
dell'Annuncio ai pastori (forse
Juan Do). E ancora, nella
schiera di paladini di una
pittura cruda e di forte presa
emotiva, da Massimo Stanzione ad
Andrea Vaccaro e a Pacecco de
Rosa, da Bernardo Cavallino ad
Antonio De Bellis e a Domenico
Gargiulo. Fino al trionfo della
pittura barocca all'insegna
della comunicatività "patetica"
e del coinvolgimento emozionale,
con Mattia Preti e Luca
Giordano, Francesco Solimena,
Filippo Falciatore, Francesco De
Mura e Giuseppe Bonito.
Castel Sant'Elmo. Tesoro
sconosciuto e imperdibile, quasi
un regalo di Natale per chi
vuole scoprire nel profondo la
ricchezza napoletana. Qui
infatti sfilano una serie di
quadri e oggetti di culto
databili dal 1600 al 1750 mai
visti, di pertinenza di chiese o
musei napoletani, da tempo, per
motivi diversi, sottratti agli
studi e alla conoscenza dei non
addetti ai lavori. Un patrimonio
anche restaurato negli ultimi
venti anni dalla Soprintendenza.
Con loro la mostra fotografica
di Luciano Pedicini, un maestro
dell'obiettivo al servizio del
barocco, a immortalare
particolari e dettagli di una
grandiosità culturale. Seppur
filtrato dalla macchina, lo
spettacolo è altrettanto
suggestivo.
Certosa e Museo di San Martino.
Un'opera totale, quintessenza
del barocco ideale, mostra di se
stessa ma anche contenitore
prestigioso per tre rassegne
strategiche: "Il barocco in
Certosa", "Scultura barocca" e
"Ritratti storici e immagini
della città". Come dice Spinosa,
la Certosa appare come un
viaggio nell'incredibile "teatro
del sacro" in chiave barocca,
tra la sua chiesa con gli
ambienti adiacenti, la Farmacia
affrescata da Paolo de Matteis,
dove sono esposti oggetti e
sculture selezionati per
l'occasione, e le sale che
furono destinate a ospitare le
"immagini e memorie della
città", e dove ora sfilano, per
questa rassegna, anche altri
ritratti di artisti e personaggi
storici, firmati da Andrea de
Lione, da Cavallino, da Solimena,
da De Mura o da Bonito, e altre
"vedute" della città, di Didier
Barra, di Gaspar van Wittel o di
Leonardo Coccorante.
Museo Duca di Martina. Un tuffo
nel virtuosismo napoletano, dove
la tradizione artigianale e il
folclore dettano in uno
spettacolo di estro e
meraviglia. Nella deliziosa
residenza che fu della duchessa
di Floridia che è oggi sede del
Museo Nazionale delle Ceramiche
c'è tutto il mondo delle "arti
applicate" napoletane. Dipinti,
mobili, maioliche, argenti,
vetri, cere colorate e
porcellane di Capodimonte, nel
nuovo allestimento messo a punto
per l'occasione, che li vedono
in affinità elettiva con una
galleria di oggetti rocailles,
divertissements, 'galanteriè e 'pastorelleriè
dipinti da Filippo Falciatore.
Museo Pignatelli. Focus sulla
"Natura in posa", genere
fascinoso e tutto da riscoprire
che qui viene passato al
setaccio con scrupolo attraverso
un'ampia selezione di opere
realizzate da Giacomo Recco a
Luca Forte, Tommaso Realfonso e
Giacomo Nani.
Palazzo Reale. La Napoli delle
grandi trasformazioni, tra
politiche architettoniche in
gara con le capitali europee da
Vienna a Parigi a Madrid, gli
interventi urbanistici, l'estro
e l'ambizione dei nuovi reali.
Tutto questo viene ripercorso
attraverso tre interessanti
percorsi espositivi qui
allestiti: "Architettura,
urbanistica e cartografia da
Domenico Fontana a Ferdinando
Sanfelice", "Dipinti e arredi
barocchi nell'Appartamento
Storico", e "Intorno alla
Natività: scene e momenti di
realtà familiare". La visita si
articola tra Sala Dorica al
piano terra, le sale della
Biblioteca Nazionale e quelle
dell'Appartamento Storico,
quelle in particolare decorate
in tempi diversi da Belisario
Corenzio e Battistello
Caracciolo, da Francesco De Mura
e da Domenico Antonio Vaccaro.
"Peccato, però - dice Spinosa -
che siano da tempo scomparsi gli
affreschi dello stesso De Mura e
di Solimena per le stanze del
re, anche se per quest'ultimo
c'è almeno uno dei 'modellì
noti, proveniente dal Museo di
Bloomington ed esposto ora a
Capodimonte, e quelli di Nicola
Maria Rossi". Nella Cappella
Palatina, accanto al grande
presepe del Banco di Napoli, si
possono scoprire oggetti
liturgici e dipinti dal Sei al
Settecento con soggetti
variamente legati alla nascita
di Cristo, dall'Annuncio a Maria
alla Strage degli innocenti.
Itinerari barocchi. Non c'è che
l'imbarazzo della scelta. Tra
quelli consigliati da Nicola
Spinosa, spicca il Pio Monte
della Misericordia, con la
celebre pala della "Madonna
della Misericordia" del
Caravaggio in chiesa, mentre a
palazzo Zevallos, in via Toledo,
si può scoprire la sala con
l'ultimo dipinto del maestro
lombardo, la tragica e
umanissima "Sant'Orsola trafitta
dal tiranno". Ancora, la
Quadreria dei Girolamini, la
chiesa della Nunziatella al Gesù
Nuovo e la Cappella Sansevero.
Dalla Cappella del Tesoro di San
Gennaro, con annesso museo, ai
Santi Apostoli, solo per
rimanere in centro. Fuori,
dall'Annunziata di Capua alla
Reggia di Caserta (lo Scalone
d'ingresso, il vestibolo e la
Cappella Palatina, realizzati
ancora in vita da Luigi
Vanvitelli), dalla Reggia di
Portici all'Abbazia di
Mercogliano, dal Duomo o dalla
chiesa di San Giorgio a Salerno
alla Collegiata di Solfora.
Notizie utili - "Ritorno al
barocco", dal 12 dicembre all'11
aprile 2010. Organizzazione
Civita Revolution. Varie sedi.
Info generali: www.
ritornoalbarocco. it,
848.800.288, 06.39967050.
Museo di Capodimonte, Via Miano
2 (h 10,00 - 19,00 / chiuso
mercoledì, intero € 10,00;
ridotto € 5,00; ridotto gruppi €
7,00, audio guida: € 4,00;
esposizione permanente + mostra:
€ 5,00)
Castel Sant'Elmo, Via T.
Angelini 22 (h 10,00 - 19,00 /
chiuso martedì, intero € 6,00;
ridotto € 3,00; ridotto gruppi €
4,50)
Certosa e Museo di San Martino,
Largo San Martino (h 10,00 -
19,00 / chiuso mercoledì, intero
€ 8,00; ridotto € 4,00; ridotto
gruppi € 6,00)
Museo Duca di Martina, Villa
Floridiana, Via D. Cimarosa 77
(h 10,00 - 14,00 ; sab.-dom.
10,00 - 19,00 / chiuso martedì,
intero € 6,00; ridotto € 3,00;
ridotto gruppi € 4,50)
Museo Pignatelli, Riviera di
Chiaia 200 (h 10,00 - 14,00 ;
sab.-dom. 10,00 - 19,00 / chiuso
martedì
intero € 6,00; ridotto € 3,00;
ridotto gruppi € 4,50)
Palazzo Reale, Piazza del
Plebiscito 1(h 9,00 - 17,00 Sala
Dorica; h 9,00 - 19,30
Appartamento Storico e Cappella
Reale chiuso mercoledì, intero
€6,00; ridotto €3,00)
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