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Servizi
Assolutamente Segreti
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Ovvero come si Pompa
il Pollari.
Il 16 dicembre, quando
lasceranno i vertici dell'intelligence, avranno già
distrutto molti segreti.
Qualche carta, invece, la
porteranno con sé a futura memoria. Niente di
strano:funziona così in tutto il mondo. Emilio Del
Mese, Nicolò Pollari e Mario Mori stanno facendo le
valigie e si preparano al passaggio di consegne con
i loro successori. Ma conteggi della loro pensione,
con relativa buon uscita, sono già pronti. Così,
secondo , quanto risulta a "L'espresso", ai tre
illustri pensionandi il governo avrebbe riconosciuto
una liquidazione che sfiora quota un milione e 800
mila euro. Una somma che forse che farà alzare
qualche sopracciglio, ma che sarà certamente stata
costruita nel pieno rispetto dì leggi e contratti e
che, in ogni caso, riguarda tre persone che hanno
servito lo Stato ad alto livello per oltre 40 anni.
Più anomala l'entità della pensione: ogni mese 31
mila euro lordi. A questo importo si è
arrivati cumulando lo stipendio con l'indennità di
funzione, che nei servizi chiamano "indennità di
silenzio". Chi presta servizio al Sisde o al Sismi,
infatti, di solito guadagna il doppio rispetto al
parigrado che è rimasto in divisa. E l'avanzamento
nei servizi è molto discrezionale e rapido. Quando
la barba finta va in pensione, però, non si porta
dietro quella ricca indennità: il privilegio dei
privilegi riconosciuto solo ai capi.
Per il resto, chi fa il militare o il poliziotto, di
privilegi veri ne ha pochi. Gli stipendi sono bassi
e spesso poco rispettosi dell'alto grado di rischio
o di stress. Con il tesserino si può viaggiare
gratis sui mezzi pubblici e, spesso, godersi gratis
la partita di calcio.
Ma definirli privilegi sarebbe
un po' ardito.
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LA CASSAFORTE D'ITALIA
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Ovvero come
predicare la misera mentre si ruba il
portafoglio degli altri.
Non
ci sono più gli affitti agevolati negli immobili di
proprietà della banca. Né il caro-legna, un sussidio
alle spese per il riscaldamento, o la speciale
indennità per gli autisti della sede di Venezia, che
guidano il motoscafo invece dell'auto blu. Così come
sono un ricordo del passato gli straordinari benefici
pensionistici di quando si poteva andare a casa con 20
anni di servizio e un assegno che restava ancorato alle
retribuzioni. Anche nell'era di Mario Draghi la Banca
d'Italia continua però a dispensare un trattamento
ultra-privilegiato ai suoi dipendenti. Basta pensare che
gli stipendi dei magnifici quattro del Direttorio di
palazzo Koch (il governatore, il direttore generale e i
due vice) sono segreti.
Scavando un po' si può scoprire che
oggi i funzionari generali hanno un lordo annuo di 110
mila euro. Gli oltre 200 direttori di filiale stanno a
quota 64 mila; i funzionari di prima a 49 mila e 200.
Ma allo stipendio-base si aggiunge una giungla di altre
voci che arrotonda la cifra finale. Siccome lavorare
stanca, c'è per esempio uno stravagante premio di
presenza: chi va in ufficio per almeno 241 giorni in un
anno si porta a casa una sorta di quattordicesima: il
premio Stachanov.
A dicembre c’è poi la gratifica di
bilancio: vale 35 mila euro per i funzionari generali;
18 mila euro per i direttori ed oltre 6 mila euro per i
funzionari.
Siccome poi bisogna rispettare il
decoro della banca i più alti in grado incassano
l’indennità di rappresentanza, uno speciale buono sarto,
che è semestrale per il cambio di stagione. € 8.500,00
euro.
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