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    Evade Filippo De Cristofaro protagonista del delitto del catamarano

    Era già scappato una volta nel 2007 da Opera in seguito a un primo permesso premio

    di Dimitri Buffa - 28 aprile 2014 14:35

    Due permessi premio e due evasioni per il protagonista negativo del giallo del catamarano dell’estate del 1988.

    E a chi si chiede oggi chi fosse Filippo De Cristofaro, va raccontata una storia di ormai quasi 26 anni orsono. Quando intorno alle 12 di oggi l’Ansa ha battuto la notizia che il killer del catamarano era evaso per la seconda volta grazie a un permesso premio da una prigione italiana, quella di Livorno (l’altra volta non era rientrato da un permesso premio nel 2007 da Opera), la memoria di chi scrive è tornata a quel caldo inizio estate del 1988. Era fine giugno, quando un peschereccio italiano specializzato in pesca a strascico riportò a galla quel che rimaneva del cadavere della povera Annarita Curina, uccisa dal De Cristofaro e dalla sua baby complice, l’olandesina allora diciassettenne Diana Beyer, al solo scopo di impossessarsi del suo catamarano di dieci metri per sei e continuare a vivere una strana avventura in mare da libri di Salgari.

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    Evade Filippo De Cristofaro protagonista del delitto del catamarano

    Era già scappato una volta nel 2007 da Opera in seguito a un primo permesso premio di Dimitri Buffa - 28 aprile 2014 14:35 Due permessi premio e due evasioni per il protagonista negativo del giallo del catamarano dell’estate del 1988. E a chi si chiede oggi chi fosse Filippo De Cristofaro, va raccontata una storia di ormai quasi 26 anni orsono. Quando intorno alle 12 di oggi l’Ansa ha battuto la notizia che il killer del catamarano era evaso per la seconda volta grazie a un permesso premio da una prigione italiana, quella di Livorno (l’altra volta non era rientrato da un permesso premio nel 2007 da Opera), la memoria di chi scrive è tornata a quel caldo inizio estate del 1988. Era fine giugno, quando un peschereccio italiano specializzato in pesca a strascico riportò a galla quel che rimaneva del cadavere della povera Annarita Curina, uccisa dal De Cristofaro e dalla sua baby complice, l’olandesina allora diciassettenne Diana Beyer, al solo scopo di impossessarsi del suo catamarano di dieci metri per sei e continuare a vivere una strana avventura in mare da libri di Salgari. 

     

     

    Il delitto del catamarano, il giallo che sconvolse l’estate del 1988

    Ancona - Ventotto giugno 1988. L’equipaggio del peschereccio “Azzurra ´83”, al largo di Senigallia (Ancona), si appresta a tirar su la rete: si annuncia una pesca “miracolosa”, ma dopo pochi minuti, con raccapriccio, i marinai si rendono conto che tra le maglie non sono finiti solo i pesci dell’Adriatico: c’è un corpo, a vvolto in una coperta e zavorrato da un’ancora legata alle caviglie.

    Comincia così quello che per tutta l’estate sarà il “giallo del catamarano”, dove la rocambolesca fuga di Filippo De Cristofaro, 34 anni, e della compagna olandese Diana Beyer, 17 anni, oscurerà mediaticamente la morte della povera Annarita Curina, la skipper che aveva affittato la propria barca ai suoi carnefici.

    Il gruppetto salpa dal porto di Pesaro nella tarda mattinata del 10 giugno, meta: Ibiza. Ma per Annarita, che li deve accompagnare lì, il viaggio si interrompe molto prima: subito dopo colazione, quel giorno stesso, viene stordita con del Valium e massacrata a colpi di machete.

    Tragicamente banale il movente: Pippo e la fidanzatina vogliono mollare tutto e andarsene in Polinesia, senza assilli di lavoro lui, che per vivere fa il ballerino, e per dedicarsi senza pressioni esterne alla loro storia d’amore, nata quando Diana aveva solo 13 anni. Per farlo, il “Rambo dei mari” e la bionda “Lolita”, come i giornali dell’epoca li definiscono, decidono di rubare il catamarano, il mezzo necessario per il loro sogno.

    Mentre inizia la folle fuga della coppia, il corpo di Annarita viene identificato ed è subito chiaro cosa è accaduto sulla barca. Che, intanto, fa una prima tappa nel porto turistico di Porto San Giorgio, dove viene cambiato il nome da “Arx” in “Fly2” e dove sale a bordo un amico olandese dei due, Pieter Gronendijk, un biondo quasi albino che non passa inosservato, anche perché ha con sé un pastore tedesco.

    Il terzetto riparte e tocca vari porti italiani, con le forze di polizia alle calcagna. Viene addirittura avvistato e immortalato da un turista a San Vito Lo Capo, e si vede chiaramente che a bordo sono in tre, più il cane.

    Il giallo si infittisce, si fanno molte ipotesi, tra cui quella di un traffico di stupefacenti. Ma la verità è, nel suo nudo orrore, molto più semplice. Passano i giorni e il catamarano sembra imprendibile. Alla fine, però, arriva al capolinea. Siamo in Tunisia, meta esotica, sì, ma per la “coppia diabolica” e l’amico inconsapevole l’ultima.

    I tre tentano ancora una fuga a cavallo, ultimo tocco romantico del viaggio disperato prima che scattino le manette e venga a galla tutta la storia nei suoi aspetti più truci. Al processo, Pippo si difenderà dicendo che Diana, gelosa di Annarita, l’avrebbe stordita mettendole del Valium nel caffè per poi accoltellarla a un fianco. Ma Annarita è solo ferita, e per non mettere nei guai la sua ragazza dovrà pensarci lui, finendo la skipper con un machete. Lei dirà di aver colpito la donna «per amore di Pippo», anzi, Philip, come lo chiamava, succube di quell’uomo seducente più grande di lei.


     

    La ex: "Ho paura di lui" -  Non lo sento da 26 anni, e mi chiedo come sia potuto accadere che Filippo sia evaso di nuovo, per la seconda volta. Mi sembra una cosa sconcertante''. E' il messaggio che Diana Beyer ha fatto avere all'ANSA attraverso il legale che la difese 26 anni fa, l'avv. Marina Magistrelli. E' stata la Magistrelli a informarla per telefono in Olanda che l'ex fidanzato e complice nell'omicidio della skipper Annarita Curina è evaso per la seconda volta. Oggi Diana ha 42 anni e tre figli.  Diana Beyer conobbe l'uomo che le avrebbe rovinato la giovinezza in una scuola di ballo in Olanda, dove De Cristofaro faceva l'insegnante e lei era iscritta ad un corso di danza. Un amore a prima vista, poi il viaggio in Italia, il progetto strampalato di trasferirsi insieme in Polinesia, il contratto con Annarita Curina per l'affitto del catamarano, l'omicidio della skipper e il tentativo disperato di farla franca fuggendo lungo le coste del Nordafrica.

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