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    giustizia
    ingiusta

     

    SENTENZE ESILARANTI

    Mai dire: "Che cazzo vuoi?"


    La Corte di Cassazione ha stabilito che questa frase, oltre che essere “triviale” è anche "sinonimo di disprezzo dell’uomo e della sua dignità". La sentenza è stata emessa nei confronti di un uomo che aveva detto queste parole a dei poliziotti, che poi lo avevano denunciato

     

    L'inquilina non cede alle sue avances...il nonnetto le stupra il gatto
    Milano, anziano  processato
    La storia ha dell'incredibile e risale all'estate del 2006. La procura di Milano chiese il rinvio a giudizio per un arzillo nonnetto milanese, accusato di maltrattamenti su animali. Stando alla denuncia presentata ai militari  l'uomo aveva ospitato in casa due studentesse alle quali aveva fatto ripetute avances di natura sessuale. Di fronte al continuo diniego delle ragazze, l'anziano avrebbe abusato della gatta di una delle due, "Sissi", davanti alla proprietaria, che lo ha denunciato.

    La violenza si sarebbe consumata con un bastone davanti agli occhi attoniti della proprietaria della piccola bestia.
    Il pensionato l'avrebbe giustificata con i rifiuti opposti dalla giovane di fronte alle ripetute molestie del proprietario dell'appartamento.

    L'uomo rischia di pagare per il suo gesto poiché un conto molto salato, in base all'art. 727 del codice penale, viene punito "chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive gravi sofferenze".

    Sentenze strane ma vere

    Strizzatine proibite in pubblico
    Multato un 42enne comasco perché "sulla pubblica via si toccava vistosamente i genitali (da sopra i vestiti)". Dovrà pagare 200 euro più 1.000 perchè "il palpeggiamento dei genitali davanti ad altri soggetti, in quanto manifestazione di mancanza di costumatezza ed educazione, deve considerarsi atto contrario alla pubblica decenza". Vale anche quando un gatto nero attraversa la strada.

     

    Il nome di Monica Lewinsky diventa un 'epiteto' che ha lo stesso valore di un'offesa alla propria reputazione. In pratica, dare a una donna della 'Monica Lewinsky' è diffamazione. La vicenda si riferisce a una memoria difensiva che un avvocato di Foggia aveva depositato in un processo civile, nella quale aveva definito i ragionamenti della controparte "farneticazioni uterine" aggiungendo, inoltre, che sarebbero stati il frutto di una "natura lewinskiana".

    Vietato chiamare il figlio Venerdì


    Due genitori di Genova, obbligati a chiamare Gregorio il proprio pargoletto. La Suprema Corte ha infatti impedito loro di chiamarlo Venerdì, come desideravano tanto. E' infatti vietato dare "nomi ridicoli, vergognosi o che possano creare situazioni discriminanti e difficoltà di inserimento". Secondo i giudici, Venerdì "è un nome che evoca il personaggio dell'opera Robinson Crusoe, una figura umana caratterizzata dalla sudditanza e dell'inferiorità".

     

    Sex tape con la moglie: si può fare


    Un uomo che durante il rapporto sessuale con la propria moglie o la propria compagna decide di riprendere l'atto con una telecamera non commette reato. Non può venire condannato per “interferenze illecite nella vita privata”, se il filmato viene fatto in casa e propria e, soprattuto, se la videocassetta non viene diffusa a terze persone. Tira un sospiro di sollievo l'uomo condannato a 4 mesi di reclusione con l'accusa di aver filmato "indebitamente immagini della vita intima e privata" della propria partner, "mediante strumenti di ripresa visiva". Alla fine della loro storia d'amore, l'uomo aveva consegnato tutto il materiale alla donna. Che però non aveva gradito.

     

    In Italia alcune leggi e altrettante sentenze possono definirisi  "assurde" (non a caso, abbiamo dedicato un settore ad hoc, del nostro sito all'argomento  " SENTENZE ASSURDE" che raccoglie moltissime pronunce a dir poco esilaranti) ma anche gli Stati Uniti non scherzano, in materia di legge sono la patria delle stranezze e dei controsensi

    Di seguito potrtet leggere una divertente  raccolta di normative che sono attualmente in vigore.

    ALASKA - E' legale sparare a un orso ma è illegale svegliare l'animale solo per scattargli una foto. 
    CALIFORNIA - E' vietato l'accoppiamento di animali a 500 metri da una scuola o da un luogo di culto. Supponiamo che la legge si applichi anche agli esseri umani. 
    NORTH DAKOTA - E' illegale per i ristoranti servire al tempo stesso sia brezel che birra. 
    OKLAHOMA - E' illegale avere rapporti sessuali prima del matrimonio. Purtroppo, è anche illegale per i proprietari di bar consentire a chiunque di fare sesso con un bufalo all'interno del loro locale. E il sesso orale tra marito e moglie? Punibile con un anno di carcere e una multa 2,500 dollari. 


    NEVADA - Non ti è permesso acquistare bevande per più di tre persone alla volta.
    WISCONSIN - Sentita questa: è illegale servire sostituti del burro nelle prigioni di stato. Grandioso. Ora i lavoratori della mensa hanno qualcos'altro di cui preoccuparsi. 
    TEXAS - Se volete vendere un vostro occhio, qui non è possibile. Buono a sapersi. 
    NORTH CAROLINA- Appassionato di bingo? Perfetto ma in North Carolina non puoi giocarci per più di 5 ore. 
    SOUTH CAROLINA - Qui è possibile giocare a Bingo per tutto il tempo che desideri ma è illegale per i minori di 18 anni divertirsi con un flipper. 
    HAWAII - Non è possibile inserire monete nelle orecchie. 
    UTAH -Una persona non può fare sesso nel retro di un'ambulanza se sta rispondendo a una chiamata di emergenza. 
    MASSACHUSETTS - E' proibito russare a meno che non siano chiuse tutte le finestre delle camere. 
    MAINE - Non si può tenere le luci di Natale accese passato il 14 gennaio. E' permesso solo se sono appese al caminetto.

     

    Abiti succinti in pubblico, la Cassazione: è reato

    Amore

    Il nostro archivio delle "Sentenze assurde", si arricchisce di una nuova perla proveniente direttamente dal Palazzaccio....Abiti troppo succinti in luogo aperto al pubblico? Chi li indossa commette reato, come ha stabilito la terza sezione penale della Cassazione, confermando la condanna inflitta a una straniera a pagare una multa di 600 euro. La donna era stata sorpresa da un poliziotto "abbigliata in modo da far vedere le parti intime del corpo, in particolare il seno e il fondoschiena" e a stabilire per lei la pena era stato il giudice di pace di Bologna.

    "La tipicità del reato in contestazione - commentano gli ermellini nella sentenza - consiste nel porre in essere atti contrari alla pubblica decenza", cioè "quegli atti che, in se stessi o a causa delle circostanze, rivestono un significato contrario alla pubblica decenza, assunti in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico".


    Poiché sussista il reato, inoltre, "non rileva che detti atti siano percepiti da terzi essendo sufficiente la mera possibilità della percezione di essi, in quanto l'articolo 726 cp tutela i criteri di convivenza e decoro che, se non osservati e rispettati, provocano disgusto e disapprovazione".

    E' quindi giusto, secondo la Cassazione, punire questo atto "vista la gravità della condotta, l'insensibilità della prevenuta all'offesa arrecata alla collettività, comprovante il completo disinteresse" della donna "alle interferenze negative che il suo comportamento avrebbe potuto determinare al comune vivere civile", tenuto anche conto dei "precedenti penali" dell'imputata.

    il tradimento è causa di non punibilità per il reato di percosse - Cassazione Penale

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    1110-violenzaCorte di Cassazione Penale, Sentenza n. 10997 del 10.12.1996

    La Corte di Cassazione in una singolare sentenza del 1996 (Sent. N. 10977 del 10.12.1996), ha statuito che  il tradimento può essere causa di non punibilità per il reato di percosse.

    Più che dallo scorso secolo, questa assurda decisione sembra arrivare direttamente dal profondo medioevo...

    Nella bizzarra motivazione, emessa dagli “ermellini” si legge : “La relazione exatraconiugale della moglie rende addebitabile a quest’ultima la separazione e rende, altresì, irrilevante la condotta violenta del marito, in quanto le percosse erano state inflitte nell’imminenza della separazione quando il rapporto era già guastato”

     

    Va addebitata la separazione al coniuge che rifiuti la prestazione sessuale - Cassazione Civile

     

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