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    Nomine, guaio bonus per Matteo Renzi
    Buonuscite milionarie ai manager
    se il governo non li riconferma ai vertici

    L'esecutivo deve decidere i nuovi vertici delle aziende di Stato tra cui Eni, Enel e Terna. Ma in caso di mancato rinnovo gli amministratori delegati Scaroni, Conti e Cattaneo incasserebbero oltre 15 milioni di euro in totale

    Se Paolo Scaroni, Fulvio Conti e Flavio Cattaneo non verranno confermati dal governo di Matteo Renzi al vertice delle aziende a controllo statale che guidano attualmente, incasseranno delle buonuscite milionarie. Lo scrive “l'Espresso” nel numero in edicola domani, dove vengono riportati i dettagli delle clausole per la “mancata conferma” dei tre manager al vertice, rispettivamente, di Eni, Enel e Terna.

    La partita delle nomine è una delle prime grane che si troverà ad affrontare il nuovo premier. Con le assemblee per l'approvazione dei bilanci 2013 in programma in primavera, giungerà al termine il mandato di Scaroni, Conti e Cattaneo, ai loro posti ormai dal 2005. L'attesa di un impulso per un ricambio da parte del “rottamatore” Renzi è forte, anche se lui, in merito, non ha mai fatto trapelare le sue intenzioni. Leggendo le “Relazioni sulla remunerazione” che Eni, Enel e Terna - società quotate in Borsa - pubblicano sui loro siti web, si scopre però che una mancata conferma dei tre manager per un ulteriore triennio permetterà loro di poter esigere dalle rispettive aziende dei ricchi bonus. Nel caso di Scaroni e di Conti una parte di questi “paracadute d'oro” è variabile e dipenderà dai risultati del 2013. Ipotizzando però che vengano confermati i livelli retributivi degli ultimi due anni, si può calcolare che Scaroni incasserà circa 8,3 milioni di euro, mentre a Conti andranno 6,4 milioni. È invece fissa l'eventuale buonuscita di Cattaneo: 2,4 milioni.
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