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    Anneliese Michel
    (la storia vera dietro "L' Esorcismo di Emily Rose")

     
    Se fosse viva, Anneliese Michel sarebbe una signora di sessant'anni.

    Forse vivrebbe ancora a Leiblfing, la cittadina della Baviera dov'era nata il 21 Settembre del '52.

    Forse oggi Anneliese sarebbe una maestra: sin da piccola sognava di insegnare.

    Forse, forse.

    La vita di Anneliese si è interrotta troppo presto. E la sua non è stata solo una fine prematura ma anche insolita, spaventosa, crudele.

    Una fine che mai si potrebbe associare al volto pulito, ai dolci occhi castani, al bel sorriso di Anneliese immortalato nelle foto. Le foto scattate prima che tutto cominciasse.

    Prima che tutto cominciasse  infatti, Anneliese era una normalissima ragazzina tedesca, prima di tre sorelle. La sua è una famiglia cattolica. Molto cattolica. I genitori- lui falegname, lei casalinga- inculcano alle loro bambine l'importanza della devozione e dell'osservazione dei precetti. Religione a parte, Anneliese è una bambina apparentemente normale, che va a scuola e fa sport. Una bambina dolce e straordinariamente intelligente, che però manifesta talvolta segni di un temperamento fragile e nervoso.

    Certo, non si può dire che la tragedia non abbia già sfiorato lei e la sua famiglia.

    Anneliese aveva infatti una sorellastra più grande, nata da una relazione che la madre aveva avuto nel 1948 prima di convolare a giuste nozze con Joseph, padre di Anneliese (e delle altre due sorelle). Questa figlia della colpa- di nome Martha- muore a soli otto anni. Un episodio doloroso, che però viene visto dai cattolicissimi Michel come un chiaro segno divino. La piccola dopotutto era nata fuori dal sacramento del matrimonio, benedetto da Dio. Non stupisce che la piccola Martha non riposi nella tomba di famiglia ma in un angolo- più discretamente lontano- del cimitero della cittadina natale.

    Nonostante questo triste episodio, la famiglia va avanti, sorretta da una fede in Dio più forte e incrollabile che mai. Una fede cui Anneliese si aggrappa con tutte le sue forze quando, nel 1968, la sua vita cambia per sempre.


    La ragazzina-  dolce, quieta e religiosissima- un giorno cade a terra con violenza. Gli arti di Anneliese divengono spaventosamente rigidi. Poi il suo corpo si muove in maniera inconsulta e incontrollolabile.

    Sintomi chiari, inequivocabili per i dottori che la visitano. Gli uomini di scienza parlano chiaro: la sedicenne Anneliese è affetta da epilessia. Il Grand Mal.

    Non solo il corpo di Annaliese si irrigidisce, si contorce e si muove senza che lei possa aver alcun controllo ma la ragazza ha anche allucinazioni. La sua sfera sensoriale è compromessa dalla malattia. Il ricovero è necessario: Anneliese viene curata a Würzburg, in una prestigiosa struttura psichiatrica dove le somministrano i farmaci opportuni per tenere sotto controllo la mallattia, ridurne i sintomi e restituirle la sua vita di ragazza. Non è un percorso facile ma Anneliese riesce ad uscirne: torna dalla sua famiglia, alla sua esistenza  di buona scolara e di ragazzina devota. Più devota che mai. Annaliese infatti prega con più fervore di prima, è assidua frequentatrice di messe e spesso punisce se stessa con durezza, quando ritiene di avere peccato. Dormire sul pavimento, in pieno inverno, non la spaventa. Anneliese è determinata ad essere una perfetta devota.

    Ma la salute della ragazza vacilla di nuovo, nel 1970. Una forma di tubercolosi la costringe ad un nuovo ricovero e a lasciare gli studi per sei mesi. E' questo un duro colpo per Anneliese, che è una brava studentessa e vuole prepararsi per diventare, un giorno, insegnante di religione. Ma anche questa volta la ragazza sconfigge la malattia e torna a casa, pronta per riprendere la scuola. L'ottimismo però dura poco. Anneliese comincia ad avere allucinazioni che la spaventano molto: demoni le appaiono e predicono la sua dannazione. A nulla valgono le preghiere, con le quali la ragazza cerca di scacciare queste apparizioni, che continuano a terrorizzarla. Così come riprendono le convulsioni, i contorcimenti e l'irrigidimento degli arti. La malattia, l'epilessia , si sta ripresentando ma Anneliese comincia a vederla da un altro punto di vista.

    Germoglia in lei, a poco a poco, la convinzione di essere posseduta.

    E come un rampicante, che lasciato crescere finisce col ricoprire interamente un muro, così questo sospetto terribile si insinua e cresce, cresce nella mente e nel cuore di Anneliese. Solo con la possessione la ragazza si spiega l'improvvisa repulsione per gli oggetti sacri e il fatto che, andata in pellegrinaggio con i suoi, le sia impossibile entrare nel santuario e comportarsi normalmente. Anzi, durante il viaggio di ritorno, la ragazza inizia a parlare da sola, con un tono di voce basso, terrificante. Parla di persecuzione e demoni.

    E' l'inizio di un periodo difficile. Nonostante demoni, voci e visioni terrificanti, nel 1973 Anneliese finisce la scuola superiore, va via di casa per iscriversi all'Università e conosce persino un ragazzo ad una festa. La forza della vita la spinge ad andare avanti, a cercare di raggiungere i suoi obiettivi. Eppure la paura non la lascia.  Le voci, le visioni, la sensazione di perdere il controllo del proprio corpo non smettono di tormentarla.  Il piano terapeutico di Anneliese viene modificato, nuovi medicinali le vengono prescritti perchè la situazione sta degenerando pericolosamente: la ragazza vive in uno stato di puro terrore, un sentimento di persecuzione non l'abbandona mai,  il suo comportamento diventa sempre più violento. Vivere lontano dalla famiglia e proseguire gli studi diventa impossibile. Le medicine sembrano non potere nulla: le condizioni della ragazza, che per di più comincia ad alimentarsi poco, peggiorano.

    Anneliese ed i suoi cattolici genitori sono sempre più persuasi che si tratti di un caso di possessione demoniaca e vogliono un esorcismo. A tale scopo  Anneliese si rivolge a Padre Alt, che sarà il suo padre spirituale.

    La risposta delle autorità ecclesiastiche è dapprima negativa: la ragazza è affetta da una malattia neurologica conclamata. Col passare del tempo però, la situazione è totalmente fuori controllo. Della ragazza dolce e studiosa di un tempo non resta nulla. Anneliese, magrissima, ha un comportamento totalmente irrazionale e spaventoso. Cammina carponi, mangia insetti, beve la propria urina. Attacca chiunque cerchi di fermarla. I farmaci non aiutano questa ragazza che è l'ombra di se stessa, che si auto-mutila e cambia tono di voce. L'esorcismo verrà concesso quando Anneliese comincia a parlare lingue sconosciute e quando la sua avversione per gli oggetti sacri si fa straordinariamente violenta.

    L'autorizzazione per un "Grande esorcismo", da effettuarsi secondo il rituale paolino del lontano 1614, viene concessa dal vescovo di Würzburg,nel 1977.  Uno dei due incaricati è Padre Alt, il padre spirituale di Anneliese. Alcuni degli esorcismi, per volontà della stessa Anneliese, vengono registrati. I tentativi di liberare la giovane dal maligno dureranno ben dieci mesi. Dieci mesi di sofferenza, autolesionismo, rifiuto del cibo: Anneliese dà voce a più di un demone. Le fotografie che vengono scattate sono una documentazione spaventosa, insieme alle registrazioni, di una sofferenza che sembra non avere mai fine. La ragazza , che pesa ormai soli trenta kg, muore durante l'ultimo, vano esorcismo che avrebbe dovuto liberarla dai suoi demoni. E' il 1976. Anneliese Michel aveva solo ventiquattro anni.
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    Se fosse viva, Anneliese Michel sarebbe una signora di sessant'anni.
    Forse vivrebbe ancora a Leiblfing, la cittadina della Baviera dov'era nata il 21 Settembre del '52.
    Forse oggi Anneliese sarebbe una maestra: sin da piccola sognava di insegnare.
    Forse, forse.
    La vita di Anneliese si è interrotta troppo presto. E la sua non è stata solo una fine prematura ma anche insolita, spaventosa, crudele.
    Una fine che mai si potrebbe associare al volto pulito, ai dolci occhi castani, al bel sorriso di Anneliese immortalato nelle foto. Le foto scattate prima che tutto cominciasse.
    Prima che tutto cominciasse  infatti, Anneliese era una normalissima ragazzina tedesca, prima di tre sorelle. La sua è una famiglia cattolica. Molto cattolica. I genitori- lui falegname, lei casalinga- inculcano alle loro bambine l'importanza della devozione e dell'osservazione dei precetti. Religione a parte, Anneliese è una bambina apparentemente normale, che va a scuola e fa sport. Una bambina dolce e straordinariamente intelligente, che però manifesta talvolta segni di un temperamento fragile e nervoso.

    Certo, non si può dire che la tragedia non abbia già sfiorato lei e la sua famiglia.

    Anneliese aveva infatti una sorellastra più grande, nata da una relazione che la madre aveva avuto nel 1948 prima di convolare a giuste nozze con Joseph, padre di Anneliese (e delle altre due sorelle). Questa figlia della colpa- di nome Martha- muore a soli otto anni. Un episodio doloroso, che però viene visto dai cattolicissimi Michel come un chiaro segno divino. La piccola dopotutto era nata fuori dal sacramento del matrimonio, benedetto da Dio. Non stupisce che la piccola Martha non riposi nella tomba di famiglia ma in un angolo- più discretamente lontano- del cimitero della cittadina natale.

    Nonostante questo triste episodio, la famiglia va avanti, sorretta da una fede in Dio più forte e incrollabile che mai. Una fede cui Anneliese si aggrappa con tutte le sue forze quando, nel 1968, la sua vita cambia per sempre.


    La ragazzina-  dolce, quieta e religiosissima- un giorno cade a terra con violenza. Gli arti di Anneliese divengono spaventosamente rigidi. Poi il suo corpo si muove in maniera inconsulta e incontrollolabile.

    Sintomi chiari, inequivocabili per i dottori che la visitano. Gli uomini di scienza parlano chiaro: la sedicenne Anneliese è affetta da epilessia. Il Grand Mal.

    Non solo il corpo di Annaliese si irrigidisce, si contorce e si muove senza che lei possa aver alcun controllo ma la ragazza ha anche allucinazioni. La sua sfera sensoriale è compromessa dalla malattia. Il ricovero è necessario: Anneliese viene curata a Würzburg, in una prestigiosa struttura psichiatrica dove le somministrano i farmaci opportuni per tenere sotto controllo la mallattia, ridurne i sintomi e restituirle la sua vita di ragazza. Non è un percorso facile ma Anneliese riesce ad uscirne: torna dalla sua famiglia, alla sua esistenza  di buona scolara e di ragazzina devota. Più devota che mai. Annaliese infatti prega con più fervore di prima, è assidua frequentatrice di messe e spesso punisce se stessa con durezza, quando ritiene di avere peccato. Dormire sul pavimento, in pieno inverno, non la spaventa. Anneliese è determinata ad essere una perfetta devota.

    Ma la salute della ragazza vacilla di nuovo, nel 1970. Una forma di tubercolosi la costringe ad un nuovo ricovero e a lasciare gli studi per sei mesi. E' questo un duro colpo per Anneliese, che è una brava studentessa e vuole prepararsi per diventare, un giorno, insegnante di religione. Ma anche questa volta la ragazza sconfigge la malattia e torna a casa, pronta per riprendere la scuola. L'ottimismo però dura poco. Anneliese comincia ad avere allucinazioni che la spaventano molto: demoni le appaiono e predicono la sua dannazione. A nulla valgono le preghiere, con le quali la ragazza cerca di scacciare queste apparizioni, che continuano a terrorizzarla. Così come riprendono le convulsioni, i contorcimenti e l'irrigidimento degli arti. La malattia, l'epilessia , si sta ripresentando ma Anneliese comincia a vederla da un altro punto di vista.

    Germoglia in lei, a poco a poco, la convinzione di essere posseduta.

    E come un rampicante, che lasciato crescere finisce col ricoprire interamente un muro, così questo sospetto terribile si insinua e cresce, cresce nella mente e nel cuore di Anneliese. Solo con la possessione la ragazza si spiega l'improvvisa repulsione per gli oggetti sacri e il fatto che, andata in pellegrinaggio con i suoi, le sia impossibile entrare nel santuario e comportarsi normalmente. Anzi, durante il viaggio di ritorno, la ragazza inizia a parlare da sola, con un tono di voce basso, terrificante. Parla di persecuzione e demoni.

    E' l'inizio di un periodo difficile. Nonostante demoni, voci e visioni terrificanti, nel 1973 Anneliese finisce la scuola superiore, va via di casa per iscriversi all'Università e conosce persino un ragazzo ad una festa. La forza della vita la spinge ad andare avanti, a cercare di raggiungere i suoi obiettivi. Eppure la paura non la lascia.  Le voci, le visioni, la sensazione di perdere il controllo del proprio corpo non smettono di tormentarla.  Il piano terapeutico di Anneliese viene modificato, nuovi medicinali le vengono prescritti perchè la situazione sta degenerando pericolosamente: la ragazza vive in uno stato di puro terrore, un sentimento di persecuzione non l'abbandona mai,  il suo comportamento diventa sempre più violento. Vivere lontano dalla famiglia e proseguire gli studi diventa impossibile. Le medicine sembrano non potere nulla: le condizioni della ragazza, che per di più comincia ad alimentarsi poco, peggiorano.

    Anneliese ed i suoi cattolici genitori sono sempre più persuasi che si tratti di un caso di possessione demoniaca e vogliono un esorcismo. A tale scopo  Anneliese si rivolge a Padre Alt, che sarà il suo padre spirituale.

    La risposta delle autorità ecclesiastiche è dapprima negativa: la ragazza è affetta da una malattia neurologica conclamata. Col passare del tempo però, la situazione è totalmente fuori controllo. Della ragazza dolce e studiosa di un tempo non resta nulla. Anneliese, magrissima, ha un comportamento totalmente irrazionale e spaventoso. Cammina carponi, mangia insetti, beve la propria urina. Attacca chiunque cerchi di fermarla. I farmaci non aiutano questa ragazza che è l'ombra di se stessa, che si auto-mutila e cambia tono di voce. L'esorcismo verrà concesso quando Anneliese comincia a parlare lingue sconosciute e quando la sua avversione per gli oggetti sacri si fa straordinariamente violenta.

    L'autorizzazione per un "Grande esorcismo", da effettuarsi secondo il rituale paolino del lontano 1614, viene concessa dal vescovo di Würzburg,nel 1977.  Uno dei due incaricati è Padre Alt, il padre spirituale di Anneliese. Alcuni degli esorcismi, per volontà della stessa Anneliese, vengono registrati. I tentativi di liberare la giovane dal maligno dureranno ben dieci mesi. Dieci mesi di sofferenza, autolesionismo, rifiuto del cibo: Anneliese dà voce a più di un demone. Le fotografie che vengono scattate sono una documentazione spaventosa, insieme alle registrazioni, di una sofferenza che sembra non avere mai fine. La ragazza , che pesa ormai soli trenta kg, muore durante l'ultimo, vano esorcismo che avrebbe dovuto liberarla dai suoi demoni. E' il 1976. Anneliese Michel aveva solo ventiquattro anni.
     

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