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    COME DIVORZIARE OGGI:

    Breve, diretto, in Comune, negoziazione, in Tribunale

    Con accordo e senza figli: ora i tempi di attesa si riducono drasticamente.   Nelle scorse settimane abbiamo approfondito le due nuove forme di divorzio consentite dalla recente riforma della giustizia: quello attraverso la cosiddetta “negoziazione assistita” allo studio degli avvocati, e quello direttamente in Comune, davanti al sindaco. Ovviamente, tali due forme si affiancano a quelle già esistenti in tribunale: il divorzio consensuale (in un’unica udienza, con il consenso di entrambi i coniugi già separati) e quello giudiziale (sempre davanti al giudice, ma quando il consenso non è stato raggiunto).   Sono tuttavia in arrivo altre due forme di divorzio, con una legge [1] che, forse più della precedente, sembra rivoluzionare definitivamente il panorama della famiglia. Il nuovo disegno di legge è stato appena approvato dalla Commissione Giustizia del Senato e ora punta a tutta dritta verso il Parlamento. Dopo anni e anni di ripensamenti e tentennamenti. Si tratta di quello che comunemente viene chiamato “divorzio breve”, ma che in realtà contiene qualcosa di molto più innovativo. ADVERTISEMENT   Il nuovo testo – si diceva – prevede due nuove modalità per sciogliere definitivamente gli effetti civili del matrimonio.  

     1 | DIVORZIO DIRETTO La forma, certamente più rivoluzionaria, sarà il cosiddetto divorzio immediato, ossia senza bisogno di una preventiva separazione. Ne abbiamo parlato ieri in “Divorzio breve, senza separazione: la Commissione approva”. I coniugi, infatti, in caso di preventivo accordo tra loro, potranno presentarsi direttamente davanti al Presidente del tribunale chiedendo la cessazione degli effetti del matrimonio. Il divorzio diretto, però, sarà possibile solo nel caso in cui la coppia non abbia figli minori, o maggiorenni affetti da handicap o sotto i 25 anni ma non economicamente autosufficienti.  

    2 | DIVORZIO BREVE Invece, se la coppia ha figli minori, o maggiorenni con handicap o sotto i 25 anni non autosufficienti economicamente potrà accedere al cosiddetto divorzio breve. In questo caso, a differenza del precedente, bisognerà attendere del tempo tra la separazione e il divorzio. Ma tale termine è nettamente più breve rispetto a quello attuale che è di tre anni. Infatti, il tempo necessario per la cessazione degli effetti del matrimonio dovrà sottostare a un’attesa di:   1) un anno in caso vi sia stata prima la separazione non consensuale (giudiziale)   2) sei mesi in caso di separazione consensuale.   Tali termini inizieranno a decorrere dalla prima udienza di comparazione in tribunale per la separazione stessa.

     
     

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