- - Il
debito pubblico è fasullo e le tasse che
paghi a causa di esso sono illegali e
incostituzionali.
- Banca d’Italia S. p. A, autorizzata a creare in modo autonomo denaro dal nulla senza garanzie auree o di altro tipo, è dal 1948 di proprietà privata.
- I suoi azionisti (detti ‘partecipanti’) sono le altre banche e assicurazioni private. Il debito pubblico dello Stato, quindi dei cittadini, nasce nei loro confronti.
- La Banca d’Italia (analogamente alla Banca Centrale Europea) usa un artificio contabile più o meno espressamente legalizzato per camuffare i propri utili, non pagare le tasse su essi dovuti e per non darli allo Stato, come dovrebbe per statuto.
- La Banca d’Italia dovrebbe, per statuto, vigilare sulla correttezza delle altre banche; ma essa stessa è di proprietà di banche private, le quali nominano il suo governatore e i suoi direttori; quindi questi dovrebbero sorvegliare chi li nomina – cosa del tutto improbabile.
- Le tasse vanno in gran parte a pagare il debito pubblico e gli interessi su di esso, quindi finiscono in tasca ai proprietari privati della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea, e non per spese di interesse collettivo.
- Per arricchirli, il debito pubblico viene continuamente fatto crescere e ciò non solo in Italia e non solo di recente.
- L’organizzazione a monte di questo sistema di potere bancario è internazionale: in quasi tutti gli altri Paesi, infatti, la situazione è simile a quella italiana.
- Tale sistema, di cui i mass media si guardano bene dal parlare (come pure i sindacalisti, i parlamentari, i ministri, i presidenti) ha prodotto nel tempo, e ancor oggi sempre più produce, un enorme e sistematico trasferimento di beni e di ricchezze dalle tasche dei cittadini a quelle dei banchieri, ma anche un trasferimento del potere politico dalle istituzioni democratiche alle mani dei banchieri sovranazionali.
- Il vero potere politico ed economico, a livello mondiale e nazionale, sta in questi meccanismi, ignoti a tutti o quasi; essendo sconosciuti, essi sono ancor più efficaci..
- Il Trattato di Maastricht, l’Euro, la Banca Centrale Europea, sono strumenti di completamento di questo trasferimento.
- La corrente mancanza di denaro, la crisi economica, i fallimenti e le privatizzazioni sono p.i.l.otati da loro attraverso governi a sovranità limitata, e vanno a loro vantaggio.
- La soluzione efficace è ben nota ed è stata ripetutamente proposta: restituire al popolo, quindi allo Stato, la funzione sovrana dell’emissione del denaro, in modo che non si debba più indebitare.
- Il risultato sarebbe: tasse quasi eliminate, denaro a costo zero per lo stato e la Pubblica Amministrazione, economia fiorente; potere politico democratico anziché in mano alle banche.
- Ovviamente, gli unici danneggiati da questa riforma sarebbero i banchieri.
- E’ anche stata proposta una soluzione parziale: la moneta complementare, sull’esempio di migliaia di realtà nel mondo.
- Sono state proposte e talora attuate, nella storia, anche soluzioni globali, e hanno funzionato: l’emissione di denaro da parte dello Stato, direttamente e sovranamente, senza l’inutile intermediario di una banca centrale di emissione.
- Se quanto sopra ti lascia un poco perplesso, continua a leggere, e tutto ti apparirà chiaro...
- Come è nato questo libro e di che cosa tratta
I
Sono un medico e un imprenditore. Come medico, mi sono dovuto scontrare contro abusi, menzogne e sprechi del sistema farmaceutico. Come imprenditore, ho dovuto fare i conti con due istituzioni che assurdamente distruggono il lavoro e la prosperità: il fisco da una parte, e dall’altra il sistema bancario integrato col governo del Pasese. A un certo punto ho incominciato a capire il rapporto tra i due.
Quando vidi in televisione l’”incidente” del Pentagono, dove ufficialmente un aereo di linea si era abbattuto contro uno dei più importanti centri dell’Intelligence mondiale ma stranamente senza lasciare pezzi d’ala, di carlinga, ruote o altro sul luogo dell’impatto (bizzarria che poi ha fatto il paio con la storia delle armi irachene di distruzione di massa, gabellata a mezzo mondo per giustificare la guerra all’Iraq), capii che era ora di buttare via il televisore e dedicarmi alla lettura di fonti di conoscenza più interessanti e soprattutto meno mendaci. Da sempre ricercatore del vero, mi imbattei così, nelle mie letture serali, nel problema ECONOMIA. Mai l’avevo capita, pur avendo seguito alcuni corsi per imprenditori, avendo uno studio medico ed una piccola azienda di prodotti naturopatici. Entrambe queste mie attività erano nate con debiti contratti con la banca, e da quando ho iniziato a lavorare continuo a faticare per far quadrare i bilanci. Col tempo incominciai a sospettare che le banche non facessero molto per aiutare il commercio, e approfondendo l’argomento ho capito che le banche, come sono gestite oggi, assieme alle organizzazioni che le hanno messe in piedi, sono il nemico principale dell’imprenditore. Non perché gli siano ostili, ma perché hanno l’interesse e i mezzi per saccheggiarlo e fagocitarlo. E lo fanno. Ora posso dire che, come medico, mi sono dovuto scontrare contro abusi, menzogne e sprechi del sistema farmaceutico, ma come imprenditore, ho dovuto fare i conti con due istituzioni che assurdamente distruggono il lavoro e la prosperità: il fisco e il debito pubblico da una parte, e dall’altra il sistema bancario integrato col governo del Paese. A un certo punto ho incominciato a capire il rapporto tra i due.
Andai poi ad un congresso organizzato da Sebastiano Scròfina a Roma sull’argomento Signoraggio, e conobbi Marco Della Luna, avvocato e saggista, studioso di psicologia della manipolazione, coautore di questo libro. Conobbi anche Savino Frigiola e lessi i suoi scritti. Mi iscrissi al Forum sovranitamonetaria@yahoogroups.com, e dallo scambio di opinioni su quel forum, nonché dalla lettura di libri di economia più o meno “eretici”, è nato il materiale di questo libro, certo incompleto e scritto non per avvocati ed economisti, ma per un pubblico generale, seppure colto e attento. Gli orizzonti che esso apre e i misteri che svela sono, ve lo prometto, non pochi; e, soprattutto, quanto in esso esposto è completamente reale e riportato nella letteratura scientifica disponibile anche in Internet anche se non divulgata nelle università.
Ora mi sembra che tutti possano capire la chiave del sistema di potere finanziario, che in realtà è il potere tout court, e spero che, grazie a questo libro, diventi chiara anche a voi.
Antonio Miclavez
II
Questo libro nasce dall’aspirazione degli autori e di altri studiosi e ricercatori europei, britannici e nordamericani, a render noto al maggior numero possibile di persone come funziona, in che mani è e dove porta l’attuale sistema di potere che governa l’Europa, l’America e praticamente il mondo intero nell’era della globalizzazione, al di là delle proclamazioni di una democrazia tanto sbandierata ed esportata (vuoi con le buone, vuoi con le cattive) quanto lontana dalla realtà.
Questo sistema di potere, che si regge, in ultima analisi, sul fatto che la gente non lo conosce, si rivela come insostenibile e generatore di squilibri, miseria, conflitti e sofferenze di ogni tipo. Nelle leggi e nelle costituzioni dei vari Paesi, e dell’Italia in particolare, vi sono strumenti validi per raddrizzare le cose. Però le cose non verranno raddrizzate, se prima non si diffonderà la conoscenza.
Infatti, anche tra i magistrati, tra gli uomini attivi nella politica, nel sindacato, nell’economia, quasi nessuno è al corrente della realtà descritta in questo saggio. Una realtà peraltro piuttosto conosciuta e discussa tra gli studiosi di scienza delle finanze, almeno dagli anni ’30 dello scorso secolo, ma già intuita da grandi pensatori e statisti del passato, come Thomas Jefferson, Andrew Jackson e Abraham Lincoln, che invano cercarono di porvi rimedio.
Veniamo al nostro quotidiano. L’inventario è desolante. Il 25% del bilancio dello Stato va a pagare gli interessi passivi sul debito pubblico, che ammonta a circa il 106% del prodotto interno lordo, ed è in aumento a causa dell’aumento del deficit del bilancio, salito a oltre il 4% nel 2005. Metà del nostro reddito è assorbita dal pagamento di tasse e contributi vari. Quanto rimane è poco, e non basta a comperare abbastanza per sostenere la produzione di beni e servizi. Il denaro scarseggia. E le imprese, i negozi, le botteghe, gli uffici falliscono, chiudono e licenziano. Siamo in recessione.
L’accesso al credito - in termini ragionevoli di interesse, stabilità, trattamento corretto - si restringe e viene riservato ad una cerchia imprenditori privilegiati perché amici dei politici o partecipati dalle stesse banche che li finanziano. Gli altri devono subire condizioni usurarie e revoche improvvise degli affidamenti, ordini subitanei di rientri.
A misura che le imprese si indebitano sempre di più verso il sistema bancario, le banche diventano determinanti e dominanti come finanziatrici e/o soci di maggioranza nella vita delle imprese stesse, e sempre più estesamente assumono quote azionarie di esse per non farle fallire, in violazione del principio che gli istituti di credito non dovrebbero svolgere attività industriale. Questa violazione è stata autorizzata per legge nel 1994.
I risparmiatori vengono, per contro, sistematicamente ‘tosati’ da banche, borse, fondi di investimento, anche attraverso operazioni chiaramente montate, come quella Parmalat o quella Cirio; le istituzioni di garanzia intervengono sempre in ritardo. E le indagini giudiziarie arrivano, di solito, a una serie di punti morti.
Col potere di acquisto di un Euro che si attesta intorno a quello delle vecchie mille Lire, anziché duemila, molti lavoratori dipendenti non guadagnano abbastanza per sbarcare il lunario con la famiglia; eppure, essi costano troppo nella concorrenza con l’industria dei Paesi emergenti e sono a rischio di licenziamento.
Lo Stato e le pubbliche amministrazioni, sempre a corto di fondi nonostante le enormi tasse che incamerano, da un lato forniscono sempre meno assistenza ai cittadini o se la fanno pagare sempre più cara; dall’altro, non forniscono infrastrutture moderne né servizi efficienti né una valida attività di ricerca scientifico-tecnologica, sicché il Paese è in costante declino, perde mercati e competitività – è ormai ultimo in Europa – e il capitale estero investe sempre meno. Ma è anche il Paese in cui la gente spera di meno nel futuro e mette al mondo meno figli.
Insomma, il debito pubblico, le tasse, i contributi previdenziali, i debiti verso le banche, sono i fattori che più condizionano, affliggono e avvelenano la nostra esistenza, sia come individui che come collettività; e che tolgono l’avvenire a noi e ai nostri figli. Non solo in Italia, non solo in Europa.
Assai curiosamente, tutto questo sistema di cose si è formato attraverso una precisa serie di violazioni di norme costituzionali e delle leggi ordinarie, nonché su confusioni e mistificazioni economiche, e in ultima analisi sul fatto che quasi nessuno capisce o conosce i meccanismi e gli interessi retrostanti. Certamente, di essi non parlano i mass media, se non raramente, indirettamente e di sfuggita.
Se la legge e la Costituzione fossero applicate dal governo e, su richiesta dei cittadini, dai giudici -se riuscissimo a fargliele applicare, e qui vi diciamo come si potrebbe provarci- ebbene, non solo il debito pubblico si ridurrebbe drasticamente, ma lo Stato si ritroverebbe a credito verso il sistema bancario e con capacità di intervento costruttivo e propulsivo per l’economia e il benessere sociale. Inoltre, lo Stato si ritroverebbe libero da padroni esterni, con la possibilità, quindi, di diventare democratico – come ora sicuramente non è.
Denaro dal nulla
tratto da Il segreto più nascosto
di David Icke
|
Oggi gli iniziati e gli uomini
della Elite controllano la
politica, le banche, gli affari,
i servizi segreti, la polizia,
gli eserciti, l'istruzione e i
media di tutto il mondo. Forse
il più importante di questi
settori, in termini di
controllo, è quello delle
banche. La creazione e la
manipolazione del denaro. Si basa sulla creazione di denaro che non esiste e che viene prestato a persone ed aziende in cambio di interessi. Ciò crea un debito enorme per i governi, le aziende e la popolazione in generale, che sono così più facilmente controllabili. Essenziale in tutto questo è stato permettere ai banchieri di prestare denaro di cui non sono in possesso. Funziona così: se io o voi abbiamo un milione di sterline, possiamo prestare un milione di sterline. Semplicissimo. Ma se una banca possiede un milione di sterline, può prestare dieci volte tanto e più, e gravare quei soldi di interesse. Se anche solo un numero esiguo di quelle persone che teoricamente hanno i "soldi" depositati nelle banche andassero oggi a ritirarli, le banche chiuderebbero i battenti in mezz'ora perché quei soldi non ce li hanno. Il denaro delle banche è un mito, un'altra truffa. Quando andate in banca a chiedere un prestito, la banca non stampa neanche una banconota nuova, né conia nuove monete. Si limita a digitare la somma del vostro prestito sul vostro conto corrente. Da quel momento in poi pagate alla banca interessi su ciò che non è altro che denaro digitato sullo schermo (denaro virtuale). Eppure, se non riuscite a rimborsare il prestito che non esiste, la banca può intervenire e, in tutta legalità, espropriarvi beni che invece esistono, come la casa, la macchina, la terra e tutto quello che possedete, per un valore pari a quello che compare sullo schermo. Inoltre, poiché il denaro non viene messo in circolazione dai governi, ma dalle banche private che concedono prestiti ai clienti, le banche controllano la quantità di denaro in circolazione. Più prestiti decidono di elargire, più denaro viene messo in circolazione. Qual è la differenza tra un boom economico e una depressione economica? Solo una: l'ammontare del denaro in circolazione. Tutto qui. E, attraverso questo sistema, le banche private, controllate da quelle stesse persone, decidono quanti soldi saranno in circolazione. Così possono creare periodi di prosperità e di crisi a loro piacimento. Lo stesso succede con le borse, i cui agenti spostano miliardi di miliardi di dollari al giorno nell'ambito dei mercati finanziari e bancari, determinandone così l'ascesa o la caduta, lo sviluppo o il controllo. I crolli della borsa non accadono così per caso, accadono perché qualcuno li fa accadere. La maggior parte del "denaro" in circolazione non è denaro materiale, banconote e monete. E' costituito da cifre che passano elettronicamente da un conto corrente su un computer ad un altro, attraverso bonifici bancari, carte di credito e libretti di assegni. Più denaro, elettronico o di altra natura, è in circolazione, maggiori attività economiche possono svolgersi e, quindi, più prodotti vengono comprati e venduti, maggiore è il reddito di cui dispongono le persone, e maggiori sono i posti di lavoro disponibili. Ma la cricca finanziaria ha sempre cercato di creare dei boom elargendo molti prestiti e poi staccando la spina. Economisti e giornalisti economici strapagati, la maggior parte dei quali non ha idea di quello che sta accadendo, vi diranno che i boom economici e le crisi rientrano nel cosiddetto "ciclo economico". Balle! Si tratta invece di una manipolazione sistematica messa in piedi dalla Elite per appropriarsi della vera ricchezza del mondo. Durante un boom molte persone finiscono per indebitarsi ancora di più. Un'attività fiorente implica che le aziende chiedano ulteriori prestiti per comprare nuovi macchinari ed incrementare così la produzione. La gente chiede prestiti per comprarsi una casa più grande e una macchina nuova e più cara, perché ha fiducia nel suo futuro economico. Poi, nel momento più conveniente, i maggiori banchieri, coordinati dalla rete di società segrete, alzano i tassi di interesse per diminuire la richiesta di prestiti e iniziano a richiedere il pagamento dei prestiti già accesi. Così facendo, i prestiti diminuiscono e ciò ha come conseguenza la sparizione dalla circolazione di unità monetarie (il denaro nelle sue varie forme). Questo fa diminuire la domanda e comporta anche una riduzione dell'occupazione perché non ci sono abbastanza soldi in circolazione per alimentare l'attività economica. Così le persone e le aziende non guadagnano abbastanza da rimborsare i loro prestiti e finiscono per fallire. A questo punto le banche si appropriano delle loro vere ricchezze, le loro aziende, la casa, la terra, la macchina, in cambio del mancato pagamento di un prestito che non è mai stato niente di più che delle cifre digitate su uno schermo. Gli Stati Uniti per esempio, invece di crearsi del denaro proprio privo di interesse, i governi lo prendono in prestito dal cartello di banche private e rimborsano sia l'interesse che il capitale tassando la popolazione. Le somme fantastiche di denaro che pagate sotto forma di tasse vanno dritte alle banche private per rimborsare prestiti che i governi potrebbero crearsi da soli, emettendo denaro privo di interessi. Perché non lo fanno? Perché l'Elite controlla i governi tanto quanto le banche. Ciò che chiamiamo "privatizzazione" è la svendita dei beni dello Stato al fine di impedire la bancarotta causata dal debito creato dalla banche. I paesi del Terzo Mondo stanno cedendo il controllo della loro terra e delle loro risorse ai banchieri internazionali poiché non sono in grado di rimborsare i grossi prestiti elargiti loro, di proposito, dalle banche proprio per intrappolarli in questa situazione. Tratto da Il segreto più nascosto di David Icke - Macro edizioni |
Euroschiavi
- TERZA
EDIZIONE AMPLIATA E AGGIORNATA
Marco Della Luna, Antonio Miclavez

