-
Per feste o dossier
chiamate Valterino
-
di
Emiliano Fittipaldi
-
Chi
è veramente il direttore dell'Avanti al
centro del caso Montecarlo-Santa Lucia?
Massone, grande amico di Cicchitto,
procacciatore di ragazze per le feste di
Silvio, con molti business in Centro
America
Lavitola,
chi era costui? Mezza Italia si fa
questa domanda. Lavitola, indicato dai
finiani come il faccendiere che ha
brigato per produrre dossier sulla casa
di Montecarlo abitata da Giancarlo
Tulliani, è l'uomo del momento.
Difficile catalogarlo: direttore ed
editore dell'"Avanti", imprenditore
ittico, nato a Salerno ma residente in
Basilicata, iscritto a una Loggia
massonica di Napoli (come ha scoperto
due anni fa "La voce delle voci") con
numero progressivo 13.462, grande amico
di Fabrizio Cicchitto e di Sergio De
Gregorio, di sicuro in poco più di un
anno è riuscito a diventare "il
preferito" di Silvio Berlusconi. "Nel
cuore del premier", racconta una fonte
vicina a Palazzo Chigi, "Lavitola ha
sostituito Giampaolo Tarantini in tutto
e per tutto. Insieme hanno passato molte
serate a Tor Crescenza", il castello
affittato dal presidente del Consiglio,
posto fantastico lontano dal centro di
Roma e da occhi indiscreti.
Valter si vanta della sua amicizia, ma
non è un mitomane: è talmente vicino al
premier che qualche mese fa alcuni
imprenditori friulani, conoscendo la sua
passione per la caccia, prima di
invitarlo a una battuta si sono
premuniti di comprare dei cervi dalla
vicina Slovenia, in modo da fargli
trovare prede adeguate al suo nuovo
rango di favorito del sultano.
Nel cerchio ristretto di Silvio il nome
circolava da tempo, accompagnato spesso
da smorfie che dissimulano invidia e,
soprattutto, preoccupazione. Gianni
Letta, Paolo Bonaiuti, Niccolò Ghedini e
Valentino Valentini non lo amano troppo,
ma Berlusconi, si sa, fa di testa sua.
Così il nome di Lavitola spunta per la
prima volta a fine giugno, quando il
capo del governo è in Brasile in visita
di Stato. I giornali locali lo
identificano come il "rappresentante
della presidenza del Consiglio per
Brasile e Panama", e come organizzatore
di un festino in onore del Cavaliere.
Protagoniste assolute sette ballerine di
lap dance. Due mesi e mezzo di silenzio,
poi la nuova ribalta a causa delle
accuse di Italo Bocchino, (pare)
supportate da prove raccolte da un
investigatore privato che per conto dei
finiani ha fatto una controinchiesta sul
campo.
Nessuno sa se il capo di Futuro e
Libertà ha in mano documenti
schiaccianti sulle attività di
dossieraggio di Valter, che ha già
annunciato querela. "L'espresso" ha però
contattato due autorevoli fonti vicine
al Cavaliere, che fanno notare come
Lavitola, per sua stessa ammissione,
negli ultimi mesi ha viaggiato tra
Brasile, Santa Lucia e Panama. Proprio
lo staterello dell'istmo sarebbe lo
snodo fondamentale della presunta
connection. "In Centroamerica Berlusconi
e Lavitola arrivano il 30 giugno, il
giorno dopo la festa nell'albergo di San
Paolo: il premier doveva inaugurare i
lavori d'ampliamento del Canale", un
affare miliardario dove sono riusciti a
entrare anche le italiane Impregilo e
Finmeccanica. "Sia Lavitola che
Berlusconi conoscono bene il presidente
di Panama Ricardo Martinelli",
raccontano all'unisono le fonti, che
chiedono di rimanere anonime.
"Martinelli è un imprenditore
italo-panamense che ha fatto i soldi
nella grande distribuzione, un
conservatore che ha buoni rapporti con
il governo della vicina isola di Santa
Lucia".
Impossibile dire oggi, chiosano le
fonti, "se Lavitola abbia chiesto a
Martinelli di fare pressioni sul governo
del paradiso fiscale per scrivere la
lettera che incastrerebbe Giancarlo
Tulliani e Gianfranco Fini, ma nella
storia non s'è mai visto un documento
così insolito". Come è insolito il
comportamento tenuto negli ultimi giorni
da Lavitola e dal ministro Francis,
autore della nota sull'effettivo
beneficiario (che sarebbe Tulliani)
delle due società (la Timara e la
Printemps) che hanno comprato la casa di
Montecarlo: entrambi, parlando di una
e-mail di James Walfenzao (il gestore
delle società) che avrebbe dato il via
all'inchiesta, si sono ingarbugliati
sulle date in cui ne sarebbero venuti in
possesso. Lavitola prima ha dichiarato
di averla avuta a giugno, poi si è
corretto e ha parlato di agosto, mentre
Francis ha spiegato di avere iniziato
l'inchiesta, grazie anche all'e-mail,
tra marzo e giugno. Nella missiva, ha
scritto proprio Lavitola sull'"Avanti",
Walfenzao avrebbe scritto di essere
preoccupato per "uno scontro tra Fini e
Berlusconi basato sulla proprietà di un
immobile": peccato che il caso sia
scoppiato molto più tardi, il 28 luglio.
L'imprenditore, nonostante le voci e le
contraddizioni, è tranquillo. Il giorno
successivo le accuse di Bocchino, è
andato a caccia, in seguito è stato
ricevuto dall'amico Silvio a Palazzo
Grazioli. Chi lo conosce da tempo non si
aspettava da lui una scalata al potere
così repentina.