La Crisi non dipende da debito pubblico
Falsità   di Stato : debito e PIL
Abbiamo già segnalato la megatruffa del “debito pubblico”- accettato da tutti come un assioma indiscusso- e l’inganno del PIL- come misura unica e fasulla dell’economia.
Mostriamo qui le altre falsità che si nascondono nell’impianto capitalistico mondiale e nazionale.
 Diamo pure per scontato l’impianto ideologico del capitalismo corrente, basato, come abbiamo mostrato su questo stesso sito DAC, sulla megatruffa bancaria del “debito pubblico” e del PIL, come indicatore assoluto.
Politici di diverso colore e propagandisti- tutti interni alla logiche del capitale- ci dicono che le “manovre finanziarie” sono inevitabili, ma che esse salveranno i Paesi e le loro economie.
Si tratta di un gigantesco FALSO, come è possibile verificare con un semplice calcolo matematico.
Definiamo gli indicatori usati dai capitalisti e dai mass-media, quotidianamente :
 
B(T) = rapporto debito pubblico/PIL nell’anno T (T=0 , come anno di riferimento)
Il debito pubblico è la somma di tutti i deficit pubblici accumulati fino all’anno T. Il deficit pubblico
è dato dalla differenza tra entrate ed uscite dello STATO .Es. = - 60 ML di euro.
IL PIL(0) è il valore totale di tutti i beni e servizi prodotti da uno Stato. Es. 1400 ML euro per l’Italia.
Per l’Italia il debito pubblico (0) è = 1600 ML di euro ; quindi il rapporto B(0)in % è :
B(0)= (1600/1400)x100 = 114%. Il rapporto deficit/PIL b(0) in % = (60/1400) x100 = 4,3 %
Cioè il debito pubblico supera sempre il PIL e B(T) cresce di continuo, perché il PIL cresce poco o decresce ogni anno per motivi vari (disoccupazione, riduzione della produzione e dei consumi,ecc.), mentre il debito cresce, sia perché è un deficit annuo che si accumula, sia per altri motivi (evasione fiscale, costi dello Stato sociale,ecc.)
Dopo 1 anno B(1) , il rapporto debito pubblico/PIL diventa :
B(1) = B(0) x (1+i) + b(1) dove i = tasso di interesse nominale dei titoli di Stato nell’anno 1 (es.3%).
Dunque B (T) cresce anno per anno- a velocità ben maggiore del PIL per almeno due ragioni :
-          perché B(0) è moltiplicato per un fattore sempre positivo (es. 1,03 nell’esempio citato).
-          Perché si somma il rapporto deficit/PIL dell’anno considerato (sempre positivo).
In termini reali accade che dopo 5 anni B(5) diventi, con i valori dati, = 144% (+26%).
In sintesi, B(T) cresce ben più velocemente che il PIL (costante o in decrescita). Equivale ad inseguire in salita un’ auto fuoriserie (rendite e profitti), con una bicicletta malmessa. Si tratta- come si vede- di somme enormi e crescenti da reperire ogni anno con “manovre correttive” (!?).
Tali manovre vengono pagate da decenni sempre e solo dai redditi fissi e controllati (lavoratori e pensionati), da una riduzione delle spese dello Stato (che solo fornisce beni e servizi ai meno abbienti),con un impoverimento graduale dei ceti produttivi ed una riduzione dei consumi popolari. Crescono invece le rendite parassitarie del sistema (finanziarie, immobiliari,ecc), i profitti dei prenditori ,dei palazzinari e di tutti quelli (anche evasori) che possono arricchirsi grazie ad un sistema di rapina e di speculazione crescente.
E’ l’ Unione mondiale ed europea dei banchieri che- bypassando parlamenti e partiti nazionali – detta le regole ed i criteri di questa rapina sociale aggravata e continuata.
Lo sterile e finto dibattito tra governanti e “oppositori” di turno – senza toccare le logiche strutturali di sistema e le truffe su cui si basa (rapina della moneta e del debito, dictat delle banche e della UE)- riguarda solo il bilanciamento residuale dei sacrifici o il ritocco delle misure più odiose ed ingiuste.
L’interesse reale dei lavoratori, dei giovani disoccupati, delle donne e dei pensionati è di tutt’altra natura :
respingere la truffa del “debito pubblico” e dei dictat dei banchieri e delle strutture capitalistiche (come FMI,UE e BCE) ; aggredire rendite parassitarie e profitti ; riformare lo Stato e le sue funzioni/servizi in senso costituzionale, ripudiando i mass-media degli imbonitori dell’imperialismo; cacciare governati e "oppositori" imperialisti.
Sono soluzioni necessarie e praticabili, come ha dimostrato l’esperienza dei Paesi socialisti e, più recentemente, la rivoluzione popolare anticapitalistica islandese.

 

 

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